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Schubert, l’ombra di Superga: il talento senza passato dimenticato dalla storia

Schubert, l’ombra di Superga: il talento senza passato dimenticato dalla storia

La tragedia di Superga ha consegnato all’eternità il mito del Grande Torino, ma tra i suoi protagonisti c’è chi è rimasto ai margini del ricordo.

La storia: un uomo senza radici

Gyula Schubert è uno di quei nomi sospesi tra cronaca e oblio: mezzala ungherese, talento silenzioso, presenza quasi evanescente in una squadra leggendaria. Nato a Budapest e cresciuto tra le strade di Józsefváros, Schubert condivide i primi sogni di calcio con futuri campioni come Ferenc Puskás e László Kubala. Eppure, a differenza loro, la sua carriera resta avvolta da un’aura enigmatica: pochi affetti dichiarati, nessun legame raccontato, solo il calcio come bussola. Dopo le esperienze tra Ungheria e Cecoslovacchia, arriva al Torino nel 1948, fortemente voluto dal presidente Ferruccio Novo, come possibile alternativa a Valentino Mazzola.

Il destino e l’oblio

Schubert trova anche il tempo di segnare con la maglia granata, ma il suo destino si intreccia tragicamente con quello della squadra. Il 4 maggio 1949 è a bordo dell’aereo che si schianta contro la collina torinese: muore insieme ai suoi compagni, entrando nella leggenda senza però lasciare tracce profonde nella memoria collettiva. Nessun parente al funerale, nessuna richiesta di rimpatrio: oggi riposa a Torino, simbolo struggente di un calciatore senza passato, inghiottito dalla storia insieme al suo sogno.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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