ULTIM'ORA

Mondiale sotto chiave: il calcio globale si scontra contro il muro di Trump

Mondiale sotto chiave: il calcio globale si scontra contro il muro di Trump

A pochi giorni dall’inizio del Mondiale 2026, l’attenzione non è rivolta soltanto al campo.

Accoglienza da sospetti

Ha fatto discutere la perquisizione della nazionale senegalese direttamente sulla pista dell’aeroporto di San Antonio, con bagagli aperti e controlli approfonditi. Situazione simile anche per l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro, sottoposta a verifiche con metal detector e unità cinofile antidroga prima di un’amichevole di preparazione.

Visti negati e delegazioni bloccate

Le restrizioni colpiscono soprattutto alcuni Paesi interessati dal travel ban. L’Iran è stato costretto a spostare il proprio ritiro in Messico dopo il mancato rilascio di diversi visti allo staff. Problemi anche per l’Iraq, con il capitano Aymen Hussein trattenuto per ore in aeroporto, e per la Somalia, il cui arbitro internazionale Omar Abdulkadir Artan è stato respinto nonostante una designazione ufficiale per il torneo.

La FIFA guarda altrove

La FIFA continua a sostenere che le questioni legate all’immigrazione siano di competenza esclusiva del governo statunitense. Ma il caso solleva una domanda difficile da ignorare: può un Mondiale definirsi davvero universale se arbitri, giornalisti e delegazioni rischiano di restare fuori dai cancelli? Mentre il torneo si prepara a partire, l’ombra delle frontiere continua a pesare sulla festa del calcio.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

200 articoli