A soli 36 anni ha già conquistato uno Scudetto da direttore sportivo del Napoli, contribuendo alla costruzione di una squadra capace di tornare ai vertici del calcio italiano. Giovanni Manna si è raccontato ai microfoni di “Colpi Da Maestro”, una produzione di Master Group Sport, ripercorrendo il proprio percorso professionale e alcune delle operazioni di mercato che hanno segnato la sua esperienza in azzurro.
Napoli, Giovanni Manna, dalla carriera dirigenziale allo Scudetto
Nel corso dell’intervista, il direttore sportivo ha raccontato come sia riuscito ad affermarsi nel mondo del calcio senza aver avuto un passato da calciatore professionista. Un percorso particolare, che lo ha portato a ricoprire un ruolo di grande responsabilità in una società ambiziosa come il Napoli.
A 36 anni, Manna ha già raggiunto un traguardo prestigioso: vincere il campionato italiano da direttore sportivo. Un risultato costruito attraverso il lavoro quotidiano, la capacità di individuare profili adatti al progetto tecnico e la gestione di trattative con giocatori di primo piano.

De Bruyne, McTominay, Neres e Lukaku: la scelta del miglior colpo
Uno dei temi centrali della conversazione riguarda proprio il mercato del Napoli. Tra i nomi affrontati ci sono Kevin De Bruyne, Scott McTominay, David Neres e Romelu Lukaku, protagonisti di operazioni che hanno contribuito a definire il volto della squadra azzurra.
La domanda è inevitabile: quale di questi acquisti considera Manna il miglior colpo di mercato? Il dirigente ha avuto modo di confrontarsi con alcune delle operazioni più significative della sua esperienza, offrendo uno sguardo sul lavoro che si nasconde dietro ogni trattativa.
Il racconto permette inoltre di approfondire le dinamiche del calciomercato e le responsabilità di chi deve costruire una rosa competitiva. Per un direttore sportivo, infatti, non conta soltanto individuare il talento, ma anche valutare le esigenze della squadra, la sostenibilità dell’operazione e l’inserimento del giocatore nel progetto tecnico.
LE PAROLE DI MANNA
Chiudiamo con un gioco: i tuoi migliori colpi di mercato, valutando anche il rapporto tra qualità e prezzo. Ti propongo alcuni nomi e tu li metti nella tua personale classifica. Partiamo da De Bruyne. Come lo giudichi?
“Devo fare una media tra le aspettative, il lavoro fatto per prenderlo e il rendimento. Oggi lo metto al quarto posto”.
Passiamo a Badiashile.
“Per il momento lo mettiamo in fondo, perché c è ancora tanto lavoro da fare”.
Buongiorno?
“È stato il primo giocatore che ho acquistato al Napoli, quindi per me ha anche un valore emotivo importante. È un ragazzo a cui sono molto legato e lo metto sicuramente sul podio, al secondo posto”.
Spinazzola?
“È un altro ragazzo a cui sono particolarmente legato. Lo metto al terzo posto».
E Neres?
“Quinto posto”.
E gli altri acquisti, quelli che hanno richiesto il lavoro di tutto il gruppo?
“Sono operazioni di squadra. C’è chi osserva i giocatori, chi li valuta e chi contribuisce a convincerli; poi il direttore porta avanti l’acquisto. Alla Juventus, per esempio, ho comprato anche calciatori che non avevo mai visto personalmente”.
E Lukaku?
“Sesto posto”.
McTominay?
“Numero uno”.
Allora il tuo colpo da maestro è proprio Scott McTominay. Qual è il colpo da maestro della tua vita professionale?
“Scott McTominay”.