ULTIM'ORA

L’impero rosso di Sinner: Roma ai suoi piedi, il tennis alla sua ombra

L’impero rosso di Sinner: Roma ai suoi piedi, il tennis alla sua ombra

Jannik Sinner conquista Roma e completa il Golden Masters a soli 24 anni. Un traguardo storico che certifica il dominio assoluto dell’azzurro, ormai capace di vincere ovunque, contro chiunque e in qualsiasi condizione.

La notte della consacrazione

C’è un attimo di sospensione sul dritto finale, poi il Centrale esplode. Jannik Sinner allarga le braccia, si porta le mani sul cappello e sorride quasi incredulo davanti a quello che ha appena fatto: vincere Roma, riportando un italiano sul trono del Foro Italico dopo cinquant’anni. Attorno a lui ci sono Mattarella, Panatta, i corazzieri e un pubblico vestito d’arancione. Ma soprattutto c’è la sensazione netta di stare assistendo a qualcosa di storico. A 24 anni Sinner diventa infatti il secondo giocatore di sempre a completare il Golden Masters, riuscendo nell’impresa prima soltanto a Novak Djokovic.

Un dominio che cambia il tennis

La grandezza di Sinner non sta solo nei titoli, ma nella continuità irreale con cui li sta conquistando. Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma: cinque Masters 1000 consecutivi, in condizioni completamente diverse, senza mai perdere davvero il controllo. Persino quando non è al massimo, come si è visto contro Medvedev a Roma, trova comunque il modo di imporsi. È questa la differenza che oggi lo separa dagli altri: Sinner sembra non avere bisogno della partita perfetta per vincere.

Sempre più vicino alla leggenda

Negli ultimi mesi il suo tennis è diventato totale. Ha migliorato la gestione fisica, ha aggiunto nuove soluzioni come la palla corta e soprattutto ha sviluppato una sicurezza quasi intimidatoria. Oggi Sinner non sembra più giocare contro gli avversari, ma contro i limiti della storia. E la cosa più impressionante è che dà ancora l’idea di poter crescere.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

90 articoli