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	<title>Spagna Archives - Sport Campania 24</title>
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	<description>Tutto lo sport in Campania</description>
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	<title>Spagna Archives - Sport Campania 24</title>
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		<title>Vozinha, il nonno dei Mondiali che ha conquistato tutti: la favola di Capo Verde</title>
		<link>https://sportcampania24.com/vozinha-il-nonno-dei-mondiali-che-ha-conquistato-tutti-la-favola-di-capo-verde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Rufino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono storie che vanno oltre il risultato e che riescono a catturare il cuore degli appassionati.  Da soprannome a leggenda Il suo vero nome è Josimar José Évora Dias, ma tutti lo conoscono come Vozinha, che in portoghese significa “nonnina”. Un soprannome nato da bambino e trasformato col tempo in un marchio identitario. Alle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ci sono storie che vanno oltre il risultato e che riescono a catturare il cuore degli appassionati.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<h2>Da soprannome a leggenda</h2>
<p><a href="https://sportcampania24.com/">Il suo vero nome è <strong>Josimar José Évora Dias</strong>, ma tutti lo conoscono come <strong>Vozinha</strong></a>, che in portoghese significa “<strong>nonnina</strong>”. Un soprannome nato da bambino e trasformato col tempo in un marchio identitario. Alle spalle una carriera lontana dai riflettori del grande calcio, costruita con sacrificio e passione, fino all’appuntamento più importante: il primo <strong>Mondiale</strong> della sua vita a quarant’anni.</p>
<h2>L’eroe contro la Spagna</h2>
<p>Nella sfida contro la <strong>Spagna</strong>, conclusa con uno storico pareggio, <strong>Vozinha</strong> è stato il grande protagonista. Tra parate decisive, leadership e una presenza costante nei momenti più delicati della partita, il portiere capoverdiano ha trasmesso sicurezza a tutta la squadra. Non sarà il portiere più elegante tecnicamente, ma esperienza, istinto e personalità gli hanno permesso di firmare una delle prestazioni più memorabili di questa fase del torneo.</p>
<h2>La vittoria delle piccole storie</h2>
<p><a href="https://calcionews.me/">La favola di <strong>Capo Verde</strong> rappresenta perfettamente il valore di un <strong>Mondiale</strong> sempre più aperto a nuove realtà</a>. Dietro il percorso della nazionale africana ci sono identità, appartenenza e orgoglio, elementi che spesso contano quanto il talento. E proprio per questo la storia di <strong>Vozinha</strong> è destinata a restare nella memoria degli appassionati: perché ricorda a tutti che il calcio non vive soltanto di campioni e trofei, ma anche di uomini capaci di trasformare un sogno in realtà.</p>
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		<title>I ragazzi che possono cambiare il Mondiale</title>
		<link>https://sportcampania24.com/i-ragazzi-che-possono-cambiare-il-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Rufino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 13:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Mondiali sono spesso il luogo dove nascono nuove stelle, e questa edizione non dovrebbe fare eccezione.  Talento in cerca di consacrazione Al di là dei nomi già affermati, ci sono diversi Under 21 pronti a sfruttare la vetrina più importante del calcio per compiere il salto definitivo. Dal ghanese Caleb Yirenkyi, centrocampista totale cresciuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Mondiali sono spesso il luogo dove nascono nuove stelle, e questa edizione non dovrebbe fare eccezione.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<h2>Talento in cerca di consacrazione</h2>
<p><a href="https://sportcampania24.com/">Al di là dei nomi già affermati, ci sono diversi <strong>Under 21 pronti a sfruttare la vetrina</strong> più importante del calcio per compiere il salto definitivo</a>. <strong>Dal ghanese Caleb Yirenkyi</strong>, centrocampista totale cresciuto alla <strong>Right to Dream Academy</strong>, al giapponese <strong>Keisuke Goto</strong>, centravanti moderno che unisce fisicità e tecnica, passando per il fantasista bosniaco <strong>Ermin Mahmic</strong> e l’ecuadoriano <strong>Jeremy Arévalo</strong>, talento ancora in cerca di continuità. Sono tutti profili che potrebbero attirare l’attenzione dei grandi club già durante il torneo.</p>
<h2>Le gemme più pronte</h2>
<p>Tra i giovani che sembrano maggiormente pronti per il grande salto spiccano il belga <strong>Matias Fernandez-Pardo</strong>, attaccante rapido e creativo che al Lille ha già mostrato qualità da calcio di alto livello, e il marocchino <strong>Chemsdine Talbi</strong>, esterno devastante nell’uno contro uno che potrebbe approfittare dell’assenza di <strong>Az Abde</strong> per ritagliarsi un ruolo da protagonista. Attenzione anche allo svizzero <strong>Johan Manzambi</strong>, centrocampista dinamico e completo reduce da una stagione di crescita impressionante in <strong>Germania</strong>, e all’iraniano <strong>Amir Mohammad Razzaghinia</strong>, regista elegante e maturo che in patria viene già considerato uno dei leader del futuro.</p>
<h2>Le possibili sorprese</h2>
<p><a href="https://tuttolosport.it/">Più indietro nelle gerarchie ma non per questo meno interessanti sono lo scozzese <strong>Ben Gannon-Doak</strong></a>, ala vecchio stampo cresciuta tra <strong>Celtic</strong> e <strong>Liverpool</strong>, e il sudafricano <strong>Mbekezeli Mbokazi</strong>, difensore mancino dal fisico dominante che ha bruciato le tappe tra <strong>Orlando Pirates e MLS</strong>. A loro si possono aggiungere altri talenti emergenti come <strong>Gilberto Mora del Messico</strong>, <strong>Ibrahim Maza dell’Algeria</strong> e diversi giovani provenienti da <strong>Africa e Asia</strong> che beneficeranno dell’allargamento del torneo. In un <strong>Mondiale</strong> che si annuncia dominato dai veterani, potrebbero essere proprio questi ragazzi a regalare le storie più inattese e affascinanti.</p>
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		<title>L’Italia Under17 vince: è solo un’illusione o il futuro è davvero azzurro?</title>
		<link>https://sportcampania24.com/litalia-under17-vince-e-solo-unillusione-o-il-futuro-e-davvero-azzurro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Rufino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vittoria dell’Italia nell’Europeo Under 17 regala una nuova iniezione di fiducia al calcio italiano. Un successo costruito con maturità La squadra di Daniele Franceschini ha conquistato il titolo europeo battendo avversari di alto livello come Francia, Spagna e Belgio. Più che per la qualità del gioco, l’Italia ha impressionato per personalità, organizzazione e capacità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La vittoria dell’Italia nell’Europeo Under 17 regala una nuova iniezione di fiducia al calcio italiano.</strong></p>
<h2>Un successo costruito con maturità</h2>
<p><a href="https://sportcampania24.com/">La squadra di <strong>Daniele Franceschini</strong> ha conquistato il titolo europeo battendo avversari di alto livello come <strong>Francia, Spagna e Belgio</strong></a>. Più che per la qualità del gioco, <strong>l’Italia</strong> ha impressionato per personalità, organizzazione e capacità di leggere i momenti decisivi delle partite. Un gruppo meno tecnico rispetto alla selezione campione <strong>d’Europa del 2024</strong>, ma estremamente solido e consapevole dei propri mezzi.</p>
<h2>Tanti talenti da seguire</h2>
<p>Tra i protagonisti spiccano il portiere <strong>Christian Lupo</strong>, premiato come migliore del torneo, i difensori del <strong>Parma Ludovico Varali e Djibril Diallo</strong>, il centrocampista <strong>Gianluca Okon-Engstler</strong> e il capitano dell’<strong>Empoli Biondini</strong>. Senza dimenticare attaccanti come <strong>Perillo e Croci</strong>, profili che hanno già attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e che potrebbero rappresentare il futuro del calcio italiano.</p>
<h2>La vera sfida comincia adesso</h2>
<p><a href="https://tuttolosport.it/"><strong>L’Europeo Under 17</strong> rappresenta un traguardo importante, ma non una garanzia</a>. Negli ultimi anni molte Nazionali giovanili azzurre hanno vinto trofei senza riuscire poi a trasferire quel successo nel calcio dei grandi. La differenza la faranno le opportunità che questi ragazzi riceveranno nei prossimi anni tra <strong>Primavera, Serie C, Serie B e Serie A</strong>. Il talento c’è, l’organizzazione del <strong>Club Italia</strong> sta dando risultati, ma il vero banco di prova sarà trasformare queste promesse in protagonisti del calcio professionistico. Perché vincere un <strong>Europeo Under 17</strong> è una splendida notizia. Farne nascere una nuova generazione azzurra sarebbe qualcosa di molto più importante.</p>
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		<title>La fuga dei talenti: sempre più giovani italiani scelgono l’estero per costruirsi un futuro</title>
		<link>https://sportcampania24.com/la-fuga-dei-talenti-sempre-piu-giovani-italiani-scelgono-lestero-per-costruirsi-un-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Rufino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio italiano continua a produrre talenti, ma sempre più spesso questi scelgono di crescere lontano dai confini nazionali. L’estero come opportunità di crescita Da Samuele Inacio ad Andrea Natali, passando per Guido Della Rovere e Federico Coletta, sono sempre di più i giovani talenti italiani che decidono di lasciare il proprio Paese per proseguire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il calcio italiano continua a produrre talenti, ma sempre più spesso questi scelgono di crescere lontano dai confini nazionali.</strong></p>
<h2>L’estero come opportunità di crescita</h2>
<p><a href="https://sportcampania24.com/">Da <strong>Samuele Inacio ad Andrea Natali</strong>, passando per <strong>Guido Della Rovere e Federico Coletta</strong>, sono sempre di più i giovani talenti italiani che decidono di lasciare il proprio Paese</a> per proseguire il percorso di formazione nei principali club europei. Una scelta che non nasce soltanto dall’ambizione personale, ma dalla convinzione che all’estero esistano condizioni migliori per sviluppare il proprio potenziale. Le testimonianze dei ragazzi raccontano realtà dove infrastrutture, organizzazione e metodologia di lavoro sono spesso più avanzate rispetto a quelle offerte dai vivai italiani. In <strong>Germania, Spagna e Portogallo</strong> il percorso tra settore giovanile e prima squadra appare più lineare e programmato, con investimenti continui sulla crescita tecnica e culturale degli atleti.</p>
<h2>Il nodo del salto tra giovanili e professionismo</h2>
<p><a href="https://www.calciostyle.com/">Il problema principale del calcio italiano non sembra essere la produzione di talenti, quanto piuttosto la loro valorizzazione</a>. Le Nazionali giovanili azzurre <strong>stanno raccogliendo risultati importanti negli ultimi anni</strong>, ma il passaggio verso il calcio dei grandi continua a rappresentare uno scoglio difficile da superare. Molti giovani trovano all’estero opportunità che in <strong>Italia</strong> arrivano con maggiore lentezza. È il caso di <strong>Matteo Mantini e Pantaleo Creti al Grasshopper</strong>, oppure di diversi prospetti che riescono ad affacciarsi al professionismo con maggiore rapidità rispetto a quanto accadrebbe nei vivai italiani. Una situazione che spinge sempre più famiglie e procuratori a valutare percorsi alternativi.</p>
<h2>Una sfida per il futuro del calcio italiano</h2>
<p>La crescente emigrazione dei giovani talenti rappresenta un segnale che il sistema calcio italiano non può ignorare. Se da un lato i ragazzi accumulano esperienze preziose nei migliori contesti europei, <strong>dall’altro il movimento rischia di perdere progressivamente il controllo sullo sviluppo dei propri prospetti</strong> più promettenti. Le parole di tecnici come <strong>Cesc Fàbregas</strong> evidenziano una differenza culturale significativa: in molti Paesi europei la crescita dei giovani rappresenta una priorità assoluta, mentre in <strong>Italia</strong> continua spesso a <strong>prevalere una maggiore diffidenza verso il loro impiego ad alti livelli</strong>. Per invertire la tendenza serviranno <strong>investimenti, coraggio e una visione più moderna</strong>. Nel frattempo, i migliori talenti italiani hanno già scelto la loro strada: cercare all’estero le opportunità che il calcio nazionale fatica ancora a garantire.</p>
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		<title>Europei U17, i giovani da seguire:  la nuova generazione del calcio europeo</title>
		<link>https://sportcampania24.com/europei-u17-i-giovani-da-seguire-la-nuova-generazione-del-calcio-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Rufino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Europei Under 17 sono da sempre una delle vetrine più interessanti per scoprire in anticipo i protagonisti del calcio che verrà. Elie Mbavu (Belgio) e Filip Pavić (Croazia): i difensori moderni Mbavu è uno dei prospetti più interessanti del Genk: centrale già strutturato, abile nell’impostazione e con una sorprendente intraprendenza palla al piede. Ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli Europei Under 17 sono da sempre una delle vetrine più interessanti per scoprire in anticipo i protagonisti del calcio che verrà. </strong></p>
<h2>Elie Mbavu (Belgio) e Filip Pavić (Croazia): i difensori moderni</h2>
<p><strong>Mbavu</strong> è uno dei prospetti più interessanti del <strong>Genk</strong>: centrale già strutturato, abile nell’impostazione e con una sorprendente intraprendenza palla al piede. Ha già accumulato minuti importanti nel calcio giovanile e si presenta come un difensore moderno, capace anche di rompere le linee con conduzioni aggressive. <strong>Pavić</strong>, invece, è un profilo già chiacchierato: cresciuto tra <strong>Germania</strong> e <strong>Croazia</strong>, ha scelto di rappresentare i balcanici e porta in campo eleganza, tecnica e grande qualità nel gioco lungo. Un centrale che ricorda per caratteristiche i difensori “di costruzione” più moderni.</p>
<p><strong>Boly, Dierckx e Munongo: il centrocampo fisico e intelligente</strong></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/reel/DYwpLM8NrYU/?igsh=MWs2OXEyNndjaXkxZg=="><strong>David Boly</strong> (Francia) è uno dei terzini più pronti del torneo: spinta continua, qualità offensiva e una struttura già vicina al calcio dei grandi</a>.<strong> Xander Dierckx</strong> (Belgio) ha già esperienza tra i professionisti e unisce fisicità e duttilità tattica, potendo giocare in più ruoli davanti alla difesa. <strong>Believe Munongo</strong> (Francia) è invece uno dei nomi più “pesanti”: capitano, già esordiente tra i pro, struttura imponente e capacità di gestione del gioco che lo rendono uno dei leader tecnici della squadra.</p>
<h2>Rakčević e Corigliano: talento e visione</h2>
<p><strong>Matija Rakčević</strong> (Montenegro) è un centrocampista ordinato e intelligente, nato difensore ma oggi regista davanti alla difesa. Meno mediatico ma molto seguito, rappresenta una delle possibili sorprese del torneo.<a href="https://sportcampania24.com/abate-la-nuova-stella-delle-panchine-dalla-juve-stabia-al-sogno-serie-a/"><strong> Thomas Corigliano</strong> (Italia) è invece uno dei trequartisti più tecnici della spedizione azzurra</a>: piccolo, creativo, già decisivo nelle giovanili della <strong>Juventus</strong> e con un sinistro capace di cambiare le partite.</p>
<h2>Tunkara, Bro Hansen e Tomás: la qualità offensiva</h2>
<p><strong>Ebrima Tunkara</strong> (Spagna) è un fantasista moderno della <strong>Masia</strong>: dribbling secco, visione e capacità di giocare tra le linee in più ruoli offensivi. È uno dei nomi più attenzionati del <strong>Barcellona</strong> giovanile. <strong>Mikkel Bro Hansen</strong> (Danimarca) è un attaccante completo: finalizzatore ma anche uomo squadra, già nel giro della prima squadra e con numeri impressionanti in nazionale giovanile.<strong> Roberto Tomás</strong> (Spagna) è il classico falso nove intelligente, capace di muoversi su tutto il fronte offensivo e già decisivo nelle qualificazioni.</p>
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		<item>
		<title>Non sono troppi stranieri: il vero buco nero del calcio italiano è un altro</title>
		<link>https://sportcampania24.com/non-sono-troppi-stranieri-il-vero-buco-nero-del-calcio-italiano-e-un-altro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Rufino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 13:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia è davvero penalizzata dai troppi stranieri in Serie A? Dopo l’ennesima delusione della Nazionale, il dibattito è riesploso come sempre tra accuse ai club e polemiche sui giovani italiani. Il dibattito eterno Dopo ogni fallimento della Nazionale italiana si riapre sempre lo stesso processo: troppi stranieri in Serie A, pochi italiani valorizzati, giovani lasciati [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://sportcampania24.com/non-sono-troppi-stranieri-il-vero-buco-nero-del-calcio-italiano-e-un-altro/">Non sono troppi stranieri: il vero buco nero del calcio italiano è un altro</a> appeared first on <a href="https://sportcampania24.com">Sport Campania 24</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Italia è davvero penalizzata dai troppi stranieri in Serie A? Dopo l’ennesima delusione della Nazionale, il dibattito è riesploso come sempre tra accuse ai club e polemiche sui giovani italiani.</strong></p>
<h2><strong>Il dibattito eterno</strong></h2>
<p><a href="https://www.instagram.com/azzurri?igsh=d29yM2YwdjJ3aTZo">Dopo ogni fallimento della <strong>Nazionale</strong> italiana si riapre sempre lo stesso processo</a>: troppi stranieri in <strong>Serie A</strong>, pochi italiani valorizzati, giovani lasciati in panchina. È una narrativa che torna puntuale ad ogni eliminazione, alimentata da opinionisti, ex calciatori e dirigenti, ma che spesso si regge più sulla percezione che sui numeri. Eppure, guardando i dati dei principali campionati europei, il quadro appare molto diverso da quello raccontato nel dibattito pubblico.</p>
<h2><strong>I numeri raccontano altro</strong></h2>
<p><a href="https://sportcampania24.com/scafatese-da-urlo-il-napoli-inciampa-i-canarini-sfiorano-limpresa/">L’analisi comparata con <strong>Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1</strong> </a>mostra infatti che la<strong> Serie A</strong> non è un campionato anagraficamente “fuori scala”: l’età media italiana è sostanzialmente in linea con quella di inglesi e tedeschi. Anche sul tema giovani, il gap non è così drammatico come spesso viene descritto. Gli Under italiani giocano più o meno quanto i coetanei inglesi o tedeschi e non emerge alcuna evidenza concreta di una preferenza sistematica verso giovani stranieri rispetto a quelli italiani. La vera eccezione positiva resta la <strong>Spagna</strong>, dove i club riescono a produrre e lanciare talenti già pronti per l’élite, da <strong>Yamal a Cubarsí</strong>.</p>
<h2><strong>Il problema è la formazione</strong></h2>
<p>Ed è qui che emerge il nodo centrale. Il punto non sembra essere quanti minuti vengano concessi agli italiani, ma quanti giocatori di altissimo livello il sistema riesca realmente a formare. <strong>Francia, Spagna, Germania e Inghilterra</strong> continuano a produrre esterni, trequartisti e attaccanti di talento superiore, mentre <strong>l’Italia</strong> fatica sempre più a creare profili offensivi di quel livello. Pensare che basti limitare gli stranieri o aumentare artificialmente il minutaggio degli italiani rischia quindi di essere una scorciatoia semplicistica. Il problema non è chi gioca in<strong> Serie A</strong>: il problema è chi esce dai nostri vivai.</p>
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