Doveva essere una giornata di festa, passione e sport condiviso. Invece Apice-Taranto si giocherà senza tifosi ospiti, dopo il divieto imposto ai residenti della regione Puglia dalla Prefettura.
La delusione dell’Apice
La USD Apice Calcio 1964 ha espresso tutta la propria incredulità per il provvedimento arrivato nelle ultime ore. Il club sannita sperava infatti di poter accogliere il pubblico tarantino dopo la splendida atmosfera vissuta nella gara d’andata, definita dalla stessa società come “una vera giornata di sport”.
“Ci avete ucciso il calcio”
Parole forti, cariche di amarezza, quelle utilizzate dalla società gialloblù. L’Apice ha sottolineato di aver lavorato anche per ampliare la capienza del settore ospiti fino a 600 posti, proprio con l’intenzione di garantire accoglienza e partecipazione ai tifosi del Taranto. Il divieto, quindi, è stato vissuto come una vera e propria doccia fredda. “Ci avete ucciso il calcio” diventa il messaggio simbolico di una protesta che va oltre il semplice aspetto sportivo e tocca il tema della condivisione e della libertà di vivere il calcio sugli spalti.
Solidarietà ai tifosi tarantini
Nel finale del comunicato l’Apice ha voluto rivolgere un messaggio di vicinanza alla tifoseria rossoblù, definita corretta e calorosa. Un gesto significativo che testimonia il clima di rispetto reciproco nato tra le due piazze durante la sfida d’andata. Nonostante il malcontento, il club sannita prova comunque a compattare il proprio ambiente in vista della partita, chiudendo il messaggio con parole di unità e appartenenza: “Noi ci crediamo. Uniti. Forti. Tutti insieme”. Perché, anche senza il pubblico ospite, Apice proverà comunque a vivere una giornata storica.