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Dentro la corsa, le voci dell’atletica campana: sette speaker e una grande eredità

Dentro la corsa, le voci dell’atletica campana: sette speaker e una grande eredità

Una gara non vive soltanto di tempi, classifiche e risultati. Prima ancora che gli atleti taglino il traguardo, c’è una voce che presenta, informa, accompagna e racconta tutto ciò che accade sul percorso.

Da Cascone a Cantales: la competenza al centro

Cascone ha rappresentato un punto di riferimento per un’intera generazione di podisti. Atleta, tecnico, giornalista, organizzatore e speaker, conosceva l’atletica in ogni sua sfumatura e riusciva a trasformare una gara in un vero racconto. La sua scomparsa improvvisa, nel marzo 2021 a 60 anni, ha lasciato un vuoto importante. Il suo modo di interpretare il ruolo, però, continua a influenzare chi è arrivato dopo. Tra questi c’è Carlo Cantales, figura di spicco dello speakeraggio campano e uomo di sport a tutto campo. Atleta, dirigente, organizzatore, comunicatore e consigliere nazionale FIDAL, Cantales porta al microfono una preparazione completa. Conosce atleti, discipline, regolamenti e dinamiche della gara. Inoltre, la sua esperienza lo ha portato su palcoscenici nazionali e internazionali, dalle grandi maratone e mezze maratone del Nord Italia alla RomaOstia e alla Napoli City Half Marathon. Nel 2021 ha inoltre ricevuto l’incarico UEFA per Ucraina-Inghilterra, quarto di finale degli Europei disputato all’Olimpico. Un’esperienza che fotografa bene la dimensione raggiunta dal suo percorso.

Sette stili, stessa passione

Accanto a Cantales ci sono altre voci che hanno costruito negli anni una propria identità. Gennaro Varrella, atleta e tecnico FIDAL, conosce profondamente la corsa e porta al microfono una competenza nata direttamente dall’ambiente. Giovanna Tessitore, forte di un’esperienza agonistica nel mezzofondo, unisce invece educazione, entusiasmo e conoscenza della disciplina, senza mai forzare la comunicazione. Anna Nargiso “Zagara Arancio” punta maggiormente sull’energia e sul coinvolgimento del pubblico, con uno stile personale ormai riconoscibile in diverse manifestazioni campane. Più giovane è Martina Amodio, classe 1991, pubblicista e laureata in Comunicazione e Marketing. Dopo essersi avvicinata alla corsa anche come atleta, ha trovato nello speakeraggio il punto d’incontro tra sport e comunicazione. Importante, nel suo percorso, anche l’incontro con Cascone. C’è poi Enzo Miceli, 80 anni, una figura storica dell’atletica napoletana. Atleta, maratoneta, tecnico, dirigente, organizzatore, giornalista e speaker, ha fondato l’Atletica Virgiliano e ha accompagnato diverse generazioni. Infine, Giuseppe Ifigenia porta dietro il microfono una lunga esperienza tecnica. Specialista del settore giovanile, della velocità e degli ostacoli, è stato Fiduciario tecnico regionale e ha collaborato con la FIDAL nazionale. Da circa undici anni è speaker del circuito Trail Campania e negli ultimi anni ha intensificato anche la sua presenza nelle manifestazioni su pista. Non sono mancate esperienze sulla strada, dalla Mare e Monti alle prime due edizioni della Stabia Aequa e ad alcune gare del circuito podistico campano.

Una voce che deve conoscere la gara

Cantales, Varrella, Tessitore, Nargiso, Amodio, Miceli e Ifigenia interpretano quindi lo stesso ruolo in modi differenti. C’è chi punta sulla competenza tecnica, chi sull’energia, chi sulla capacità di coinvolgere il pubblico e chi porta con sé una memoria costruita in decenni di atletica. Tuttavia, il vero elemento comune resta uno: la conoscenza della gara. Uno speaker non deve soltanto riempire i momenti di silenzio. Deve riconoscere gli atleti, capire cosa sta accadendo, conoscere il valore di una prestazione e sapere quando intervenire. Oggi classifiche, streaming, televisioni e social permettono di seguire una competizione in molti modi. Ma quando gli atleti si schierano sulla linea di partenza e il microfono si accende, serve ancora qualcuno capace di dare un significato a ciò che accade. Perché una gara si corre con le gambe, si misura con il cronometro e si guarda attraverso le immagini. Ma spesso, alla fine, la si ricorda attraverso una voce.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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