Il Sorrento Calcio si prepara a vivere un’altra stagione lontano dal proprio stadio. Un esilio ormai diventato cronico.
L’ennesimo esilio: si gioca a Picerno
Per il quarto anno consecutivo il Sorrento sarà costretto a indicare un impianto alternativo per le gare casalinghe. La scelta è ricaduta sullo stadio “Donato Curcio” di Picerno, struttura che ospiterà le partite interne della prossima stagione. Una soluzione resa necessaria dalla perdurante indisponibilità del Campo Italia di Sorrento, situazione che continua a pesare non solo dal punto di vista logistico, ma anche identitario per il club costiero.
Il messaggio della società: “Così non si può continuare”
A margine dell’iscrizione al prossimo campionato di Serie C, il direttore generale Benito Starace ha usato parole molto nette, sottolineando la straordinarietà dello sforzo compiuto dalla società per garantire la continuità sportiva. Il club ha ribadito di aver “compiuto l’ennesimo miracolo”, ma allo stesso tempo ha tracciato un limite preciso: questa sarà l’ultima stagione con una sede diversa da Sorrento. Senza il ritorno allo stadio Italia, non verranno più formalizzate nuove iscrizioni.
Un futuro legato allo stadio
Dietro l’annuncio c’è un concetto semplice ma decisivo: il Sorrento vuole tornare a casa. La società chiede alle istituzioni un intervento concreto per completare la ristrutturazione dell’impianto cittadino e restituire alla squadra la propria identità territoriale. Il messaggio è forte e diretto: il Sorrento ha garantito la sopravvivenza sportiva del club tra enormi difficoltà, ma ora la palla passa alla città e alle istituzioni. Senza uno stadio, anche il calcio rischia di fermarsi.